Da sempre l’uomo ha sentito l’impellenza di misurare il mondo in cui stava, perché quel mondo ostile divenisse, il suo mondo. Misurare un qualcosa significa dopotutto circoscrivere il misurato, proporre dei confini certi a cui riferire nuovi equilibri e dimensioni.
Determinare lo scorrere del tempo, tramite strumenti atti a misurarlo, significa determinare con certezza lo spazio del farsi e del disfarsi del giorno, significa poter utilizzare quello spazio materialmente.
Eppure il tempo è relativo come ben si sa e, in esso, è insita una propensione menzognera dell’uomo: il tempo, dopotutto, non sarebbe che un concetto vuoto di senso, senza l’umana convenzione a concretizzarlo dal suo astratto universo.
Allo stesso modo, con uguale propensione menzognera, l’uomo misura il mondo attraverso gli accadimenti che fanno parte del suo microscopico quotidiano, attribuendo però ad essi un significato che ha pretese di globalità.
Se vengo promosso all’interno della mia azienda, allora il mondo diventa un luogo meraviglioso che non conosce tragedie o calamità. Se, al contrario, mi succede un qualche evento meno piacevole, allora il mondo diventa un luogo meno degno di quanto non lo fosse appena ieri.
La realtà è che dovremo liberarci dal nostro modo microscopico di vedere le cose, liberarci dalla via unilaterale del nostro io e accogliere nuove diversità nel tribunale che processa gli eventi della nostra biografia personale. E, ad un passo successivo, riuscire a liberarci di quelle diversità e del nostro stesso io, verso la consapevolezza che l’uomo deve esser visto nella sua complessità tutta, attraverso un punto di vista che si tragga verso l’oggettività e che abbandoni l’incerto e congiunturale passo della nostra emotività.
Se riuscissimo a vedere il pezzo di pane e ogni più piccola mollica che lo compone, senza perdere mai di vista la sua interezza, ecco avremo fatto un passo gigante verso la comprensione della nostra vita e verso quella di tutti gli altri. Serve solo un passo successivo e tanta umiltà.
Concetto: immedesimazione nel diverso.
Parola precisa: empatia.